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15 Giu 2018 17:50 - Valter Sosio

Comunità Pastorale -  Avvisi del 17 giugno

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08 Giu 2018 00:10 - Valter Sosio

Oratorio Daverio Volantino ISCRIZIONE Oratorio Estivo 2018

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03 Giu 2018 20:10 - Renato Gozzi
I due comunicandi di Crosio 2018

 

Di seguito i due ragazzi che hanno ricevuto nella loro parrocchia, durante la celebrazione del [ ... ]

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01 Giu 2018 16:33 - Renato Gozzi

CROSIO DELLA VALLE – PARROCCHIA S. APOLLINARE

 

GIUGNO 2018

1 primo venerdì – ore 17,30: [ ... ]

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21 Mag 2018 22:45 - Valter Sosio

Volantino Oratorio Estivo 2018 - Modulo di iscrizione all'Oratorio

 

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Vangelo del Giorno

  vedi anche:   https://vangelodelgiorno.org/M/MI/

 

 

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Giovedì della Settimana della IV domenica dopo Pentecoste

 

Santo(i) del giorno : S. Luigi Gonzaga, gesuita (1568-1591),  S. José Isabel Flores Varela, sac. e martire (1866-1927)
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Letture del giorno  

 

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 7,18-23.
Anche Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutti questi avvenimenti. Giovanni chiamò due di essi
e li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?».
Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?».
In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi.
Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.
E beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!».

 

Nei vangeli Giovanni Battista è sempre presentato come una figura di prima grandezza, lo stesso Gesù dice di lui: «Tra i nati di donna non c’è uno più grande di Giovanni»; eppure al momento giusto, anche lui è in difficoltà, si trova nel dubbio: «Sei tu… o dobbiamo aspettare un altro?».

Può sembrare sorprendente, eppure questa richiesta che Giovanni fa arrivare a Gesù tramite due suoi discepoli, ci deve far riflettere: c’è sempre una distanza, uno scarto tra le nostre aspettative, tra ciò che ci prefiguriamo e la realtà, le cose come poi di fatto si presentano a noi.

Il vangelo di oggi inizia proprio sottolineando che, dopo aver saputo ciò che Gesù va compiendo, e sono gli episodi su cui la liturgia ci ha fatto meditare nei giorni scorsi, cioè la guarigione del servo del centurione, la risurrezione del figlio della vedova di Nain e molti altri, ecco che in lui nasce il dubbio.

Cosa si aspettava Giovanni?

Cosa lo lasciava perplesso?

Forse il fatto che Gesù compie questi segni per gente pagana, o perché non fa niente contro gli occupanti, che, tra l’altro, lo hanno gettato in prigione?

E la riflessione per noi va nella stessa direzione, quanto cioè le nostre crisi di fede nascono proprio dalla sorpresa, o dalla delusione, perché il Signore non fa – non è – come abbiamo immaginato noi, non risolve i nostri guai, non risistema le cose a nostra misura, non ci salva secondo la «nostra» salvezza.

Giovanni ha predicato nel deserto, ha annunciato l’arrivo del messia, ha battezzato per preparare un popolo ben disposto, e poi lui non sa riconoscerlo?

Suona come una beffa, una contraddizione.

Dunque anche Giovanni deve fare la fatica del discernimento, cioè deve saper leggere e interpretare i segni, alla luce della Parola.

È esattamente questa la risposta di Gesù, che rimanda i discepoli invitandoli a raccontare ciò che hanno visto e udito, alla luce della Parola: «I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano…», come Isaia aveva detto.

 

 

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