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Spunti

La Chiesa nella Liturgia ci presenta questo racconto, questo
avviene non solo per ricordarci quel che è accaduto in un passato
lontanissimo, ma perché quel che è accaduto è sempre di nuovo attuale.

 

 

Lettura degli Atti degli Apostoli 1, 12-14

In quei giorni. Gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte
detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino
permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza
al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e
Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,
Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo.
Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad
alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.



“ …La Chiesa nella Liturgia ci presenta questo racconto, questo
avviene non solo per ricordarci quel che è accaduto in un passato
lontanissimo, ma perché quel che è accaduto è sempre di nuovo attuale.
Perché ogni generazione dell’umanità è nuova. E per quanto da un lato
noi viviamo di quanto ci viene trasmesso, nelle cose fondamentali
dobbiamo sempre di nuovo cominciare da capo, non è scontato che la
generazione successiva sia di nuovo Chiesa. Essa deve di nuovo
ridestarsi nelle anime, deve nuovamente formarsi. Per questo la
questione del come questo accada è della massima urgenza…



Ci si aspetterebbe che dicano “ che facciamo ora?”. Il Signore era
andato via. Non aveva lasciato detto nulla di chiaro, tranne la
promessa che sarebbe venuto lo Spirito Santo e poi che essi sarebbero
potuti essere testimoni. Avrebbero potuto dire “ però non accade
nulla” oppure “ sediamoci attorno al tavolo, discutiamo su come si
possa fare la Chiesa e poi fondiamola”. Ma non succede ne’ una cosa
ne’ l’altra. Vanno nella sala nella quale Gesù si era donato loro, li
si riuniscono per divenire insieme una cosa sola e per implorare il
dono di Dio, Lo Spirito Santo. Questo fatto racchiude un duplice
aspetto . Da una parte essi evidentemente sono persuasi che non
possono loro stessi dire : “ facciamo la Chiesa perché alla fin fine
bisogna pure andare avanti”. Sono persuasi che non si può far una
comunità che ci porti e sostenga, non si può farla scaturire da una
decisione; ma piuttosto che essa deve crescere, che è qualcosa di vivo
che va al di là del nostro fare…



…Applicato a noi , questo significa che dobbiamo imparare nuovamente
che non possiamo fare tutto da noi, che dobbiamo imparare di nuovo a
credere che davvero il Signore c’è e che davvero agisce in questo
mondo. All’inizio della Chiesa c’è sempre un atto di fede. E se manca
questo, se non abbiamo questo coraggio di credere in Lui e nella Sua
forza viva nel mondo, tutto il resto non basta. Perché tutto quello
che poi nasce è sempre solo la nostra Chiesa quella autoprodotta; e
ognuno , a ragione, potrà sempre individuare qualcosa di insufficiente
in quello che l’altro ha ideato. E’ importante che non ci sia solo la
nostra Chiesa ma la Sua chiesa . Solo la Sua Chiesa, quella che non
abbiamo fatto noi, che proviene da Lui e che è più di quello che
possiamo immaginare e inventare, solo quella è in grado di portarci.
Abbiamo bisogno dell’umiltà e della fede per aprirci ad essa."

( joseph ratzinger , le omelie di Pentling pag 22-24)

a cura di Guido Renda--

S. Carlo

San-CARLO

Preghiera-S.Carlo

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... a proposito delle "offerte" date per...

... a proposito delle "offerte" date per...

A cura di don Emilio

Il "SINODO" diocesano contiene i "decreti" e le "norme" che regolano tutta l'attività pastorale della diocesi di Milano e quindi di tutte le parrocchie.

Per quanto riguarda le "offerte" in denaro, il Sinodo, alla costituzione 326.2 dice:

 

"Una delle forme tradizionali di contribuzione alle necessità della Chiesa è costituita dalle offerte date in occasione di celebrazioni liturgiche (Battesimi, Prime Comunioni, Cresime, Matrimoni, Funerali). Tale forma di contribuzione sia raccomandata e presentata non come il corrispettivo per una prestazione, ma come attenzione e partecipazione riconoscente alle necessità della Comunità Parrocchiale".

 

In altre parole, il Sinodo ci ricorda il quinto dei cinque precetti generali della chiesa, che dice di "sovvenire alle necessità della chiesa".

Orario S.Messe Inarzo- 2013-2014

Parrocchia Inarzo

Orario Ss. Messe

Domenicali e festive

 

 Festive vigiliari: 

 

  • 18.00

 

Festive:

 

  • 11.15

 

Feriali

 

  • Mart. 08.30
  • Giov. 08.30

 


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