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02 Ago 2017 22:18 - Renato Gozzi

CROSIO DELLA VALLE – PARROCCHIA S. APOLLINARE

 

AGOSTO 2017

 

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07 Lug 2017 16:05 - Renato Gozzi
MONS. MARIO DELPINI IL NOSTRO NUOVO ARCIVESCOVO !!!

 

Milano, 7 luglio 2017


Oggetto: Mons. Mario Delpini nuovo Arcivescovo di Milano
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24 Giu 2017 09:24 - Valter Sosio

Daverio - Insieme 2017 - N°3

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20 Giu 2017 22:11 - Valter Sosio

Carissime e carissimi,

con questa lettera desidero raggiungere tutti i battezzati, le donne e gli uomini [ ... ]

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12 Apr 2017 18:35 - Renato Gozzi

Nel ringraziare tutti i numerosissimi partecipanti e la folla di spettatori, ricordo che sarà realizzato [ ... ]

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MONS. MARIO DELPINI IL NOSTRO NUOVO ARCIVESCOVO !!!

mons mario delpini b

 

Milano, 7 luglio 2017


Oggetto: Mons. Mario Delpini nuovo Arcivescovo di Milano
Quest’oggi il Santo Padre, Papa Francesco, ha accettato la rinuncia all’ufficio di
Arcivescovo di Milano presentata da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola e ha
nominato nuovo Arcivescovo Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Mario Enrico Delpini, sinora
Vicario generale della Diocesi Ambrosiana.
Nel contempo il Santo Padre ha provveduto a nominare Sua Eminenza Rev.ma il Card.
Angelo Scola Amministratore Apostolico attribuendogli i diritti, le facoltà, i compiti che
spettano ai Vescovi diocesani. Egli pertanto continuerà nel governo pastorale
dell’Arcidiocesi di Milano, fatti salvi i limiti propri della sede vacante (cf Apostolorum
successores, n. 244; in particolare cessa la funzione dei Consigli presbiterale e pastorale
mentre proseguono nel loro mandato il Collegio dei Consultori e il Consiglio per gli affari
economici della Diocesi), fino alla presa di possesso della sede da parte del nuovo
Arcivescovo. In base alla normativa propria (Cum de nomine episcopi, 9 ottobre 1972), nel
periodo di sede vacante resta immutato il nome del Vescovo da citare nella preghiera
eucaristica, con la modalità consueta: «il nostro Vescovo Angelo».
In data odierna Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola, in forza della succitata
nomina ad Amministratore Apostolico e delle facoltà conferitegli, tenuto conto del fatto
che i Vescovi ausiliari conservano anche durante la sede vacante le potestà e le facoltà di
cui godevano come Ordinari diocesani (can. 409 § 2) mentre gli altri Vicari episcopali
decadono dai loro uffici (can. 417), ha confermato in forma delegata le potestà e le facoltà
di cui godevano in precedenza i Vicari episcopali non Vescovi ausiliari, anche per delega o
a seguito di mandato speciale (decreto arcivescovile in data 7 luglio 2017). Al Moderator
Curiae viene inoltre assegnato il compito di Delegato ad omnia, con competenza di firma
sugli atti sinora affidati al Vicario generale.

 

 

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Editoriale liberamente tratto da "la Provincia di Varese" di  A.Aliverti

 

Il curato di provincia capace di grandi cose

 

L’editoriale di Andrea Aliverti sulla nomina di “don Mario” quale neo-Arcivescovo di Milano

 

Don Mario Delpini è uno di noi: vi stupirà. Nella nostra piccola grande Jerago il neo-Arcivescovo di Milano è per tutti, da sempre, “don Mario”. Terzo di sei figli, appartenente ad una delle famiglie storiche del paese, è nipote di un altro sacerdote molto legato a questa comunità, monsignor Francesco Delpini, che fu “parroco” del Duomo di Milano e vicecancelliere arcivescovile. Per quelli della generazione del sindaco di Jerago con Orago Giorgio Ginelli, don Mario è il seminarista che riusciva ad appassionare ed educare i ragazzi dell’oratorio, e che aveva compiuto il mezzo “miracolo” (chi conosce le dinamiche di campanile dei piccoli paesi di provincia può immaginare…) di unire gli oratori di Jerago e Orago negli anni 70. Per quelli della generazione successiva, come il sottoscritto, don Mario era colui che accoglieva le classi di catechismo nelle giornate di ritiro spirituale al seminario di Venegono. Con quel suo fare sobrio, bonario e sempre amichevole che sapeva mettere a proprio agio anche i ragazzi. “Un brav’uomo”, si è definito alla sua prima uscita dopo la prestigiosa nomina, mostrando tutta l’umiltà e la modestia che lo contraddistinguono.

Perché don Mario Delpini è una persona dai modi semplici ma dalla cultura vastissima, legato alla sua famiglia e alla sua comunità dove torna ogni volta che può ma anche molto moderno e aperto, sobrio e riservato ma anche disponibile ed empatico, rigoroso nei valori ma anche pratico e ironico. È un sacerdote che unisce il profilo popolare da “curato” di provincia con la grande preparazione ed esperienza di chi è stato rettore del seminario e ha percorso tutti i passi del “cursus honorum” della gerarchia diocesana. La sua ascesa è un caso emblematico di meritocrazia che funziona, e dovrebbe far riflettere anche tutti quelli che saranno già pronti a tirargli la giacchetta. «Alcuni preti», scriveva proprio don Mario quasi vent’anni fa in uno dei suoi tanti riusciti libri, “Reverendo che maniere...”, «esercitano la loro furbizia nel conseguire scopi ai quali tengono molto, anche se c’entrano poco con il ministero loro affidato. Pensano ad esempio ad incarichi di prestigio o a legare il loro nome a basiliche sproporzionate. Prima o poi i preti furbi arrivano là dove vogliono, anche a prezzo di trascurare i servizi più abituali richiesti dall’esercizio del ministero, come visitare gli infermi, consolare gli afflitti, prendersi cura dei piccoli». Forse è anche per questo che monsignor Delpini non si sarebbe mai sognato di essere scelto come successore di un “pezzo grosso” della Chiesa come il Cardinale Scola, guida spirituale della diocesi più importante del mondo. Perché Don Mario è sempre rimasto uno di noi, e faremo fatica, già domani quando è atteso nella nostra Jerago per festeggiare il cinquantesimo di sacerdozio di don Fausto Panfili, a non rivolgerci a lui con la stessa semplicità con cui siamo sempre stati abituati. E d’altra parte, noi che lo conosciamo bene forse ci stupiremo un po’ meno degli altri delle grandi cose che potrà fare da Arcivescovo di Milano.

 

 

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